
Luci, mercatini, gente che torna.
Il mese in cui i paesi si riempiono di nuovo e ogni piazza ha la sua sera buona.
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Dall'autunno alla neve. Dagli eventi alle notti in quota.
Costruiamo contenuti che fanno venire voglia di esserci.
Cinque atti: estate che finisce, autunno, Oktoberfest, inverno, après-ski.
Ma la prossima stagione è già qui.
Nei prossimi giorni escono ancora recap, gallerie e reel dell'estate appena passata.
Un tendone che si accende, una banda che attacca, la folla che non si siede più. E poi il silenzio della prima nevicata, le piste, le sere in rifugio. Sei mesi visti tutti insieme, prima che comincino.
Finita l'estate il calendario non si svuota: cambia orario. Le feste si spostano sotto i tendoni, le piazze si accendono prima, e ogni fine settimana ha la sua sera buona.






Il tendone, la banda, i tavoli lunghi: la festa della birra è la prima cosa che dice che la stagione è cambiata davvero. E dura quattro momenti, sempre gli stessi.
Il tendone si accende prima che entri qualcuno. È il momento in cui la sera prende forma.

Il primo giro è quello che rompe il ghiaccio: mani, boccali, la stessa risata.

Dopo il secondo giro nessuno resta seduto, e la festa comincia davvero.

La banda attacca e diventa la colonna sonora di tutto quello che è successo.

Le luci diventano la scenografia, e la fotografia cambia mestiere: non descrive più il posto, tiene il ritmo della serata.
Fasci
Mani
Consolle
FollaGare, rifugi, piste, serate: da dicembre a marzo il territorio si sposta in alto e cambia orario. Cambia anche il modo di fotografarlo — meno luce, più persone.
La montagna
Lo sport
La gente
La notte
Il paese
Il mese in cui i paesi si riempiono di nuovo e ogni piazza ha la sua sera buona.

Conto alla rovescia, brindisi, fuochi: dura sei ore e si ricorda per dodici mesi.

Gare, ciaspolate, serate in rifugio: la stagione lunga che tiene insieme tutto il resto.
Si può prendere un pezzo solo — le fotografie di una sera — o tutta la filiera, dall'identità visiva al recap. Cambia il preventivo, non il modo di lavorare.
Tre esempi di progetto, costruiti da noi per far vedere il metodo. Non sono lavori realizzati e non appartengono a nessun cliente: sono il modo in cui affronteremmo tre situazioni tipiche della stagione.
Concept · esempio di progettoTre giorni, un'identità, tutto il resto viene da sé.
Come tratteremmo una festa autunnale: un segno grafico che regge dal manifesto al bicchiere, e un racconto che continua sui social mentre la festa è ancora aperta.
Concept · esempio di progettoDalla locandina alla copertina del reel, una cosa sola.
Come costruiremmo la comunicazione di una serata in quota: poche immagini forti, un formato verticale pensato per il telefono, e il giorno dopo il recap già pronto.
Concept · esempio di progettoTre mesi, una identità, tanti contenuti.
Come lavoreremmo con chi ha più date: un sistema visivo che regge dall'autunno alla primavera, e un archivio che alla fine racconta la stagione per intero.
Un calendario editoriale: cosa si racconta in ogni mese della stagione. Le date degli eventi arrivano da chi li organizza — questa è la forma della stagione, non un programma.
Si chiude quello che è stato e si apre quello che arriva.
Tendoni, bande, sagre: il mese con più sere piene di tutto l'anno.
Il mese in cui si progetta: identità, materiali, calendario.
Paesi pieni, luci ovunque, ospitalità al massimo.
Si comincia con la notte più lunga e si continua sulla neve.
Il cuore della stagione bianca, dalle piste alle serate.
Le giornate si allungano e la stagione si chiude come si era aperta.
Raccontaci che evento è, quando e dove: torniamo con una proposta su misura — una sera, un fine settimana o tutta la stagione.
Una stagione intera da fotografare, filmare, progettare e raccontare.